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I valori nutrizionali della caffeina


La caffeina è la componente più importante e più conosciuta del caffè, ed è a lei che si associa la tendenza a rimanere svegli e arzilli dopo aver bevuto una tazza di questo liquido scuro. Questa sostanza stimola il sistema nervoso, per questo si ha la sensazione di una maggiore lucidità mentale. Inoltre, chi studia lo sa molto bene, aiuta la memoria, favorisce la concentrazione, migliora la capacità di parlare, allevia la stanchezza e stimola il tono muscolare. I valori nutrizionali della caffeina sono, infatti, assai ricercati da chi si prepara a una notte insonne e deve necessariamente essere lucido e concentrato. Tuttavia un consumo eccessivo di caffè può provocare insonnia e aumentare i battiti cardiaci. È bene ricordare però che ogni individuo reagisce in maniera diversa ai valori nutrizionali della caffeina, infatti c’è chi beve il caffè dopo cena e chi non lo può fare perché gli provoca insonnia. Su alcune persone ha persino un effetto digestivo mentre ad altri provoca disturbi di stomaco.

La caffeina si concentra maggiormente in una tazzina di caffè lungo come quello americano o quello preparato con la caffettiera napoletana, piuttosto che in un espresso. Da studi condotti in questo campo è emerso che in una tazzina non si trovano più di 80 milligrammi di caffeina contro i 150 di un caffè lungo.
Proprio per i diversi effetti che può dare sulle persone la presenza di caffeina contenuta in un prodotto deve figurare sull’etichetta delle bevande che contengono più di 150 mg/l. Lo stabilisce la Direttiva Europea 2002/67/CE che si applica ad alcune bevande analcoliche e alle bevande energetiche, ma non a tè, caffè, e ai prodotti che ne derivano. Poiché è chiaro per i consumatori che tali prodotti contengono caffeina, la quantità non può essere specificata poiché dipende dai tempi di infusione.
Una curiosità: è stato dimostrato che la caffeina non crea affatto dipendenza. Se viene interrotto il consumo abituale, solo in rari casi può portare mal di testa, stanchezza o sonnolenza. Normalmente questi sintomi hanno una durata di uno o due giorni e possono essere evitati se l'assunzione di caffeina viene ridotta in modo graduale.