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Le piantagioni del caffè per Napoli



Naturalmente non esistono piantagioni di caffè a Napoli e il Caffè Vesuvio Cuore Napoletano per creare le proprie miscele, si rivolge a importanti produttori esterni. 
Il Brasile è il paese che vanta la maggior produzione di caffè al mondo e, le miscele più famose, sono il Santos, il Rio e Bourbon Santos.
Un altro importante produttore di caffè è l’Etiopia il paese dell'albero dell'Arabica, dove le bacche selvatiche vengono ancora raccolte dalla gente delle tribù sulle montagne. Circa 12 milioni di etiopi vive grazie al caffè, infatti questo Paese è il maggior esportatore dell’Africa. Da un punto di vista della coltivazione in Etiopia si usa ancora il metodo tradizionale che dà al chicco un gusto dolce, buon corpo e alta acidità. Poiché il paese vive gravi conflitti interni, ciò ha avuto un  effetto negativo sulla capacità di produrre caffè di alta qualità, anche se negli ultimi anni il prodotto è comunque migliorato. Il Kenia è invece il miglior produttore e esportatore di caffè dell'Africa dell'Est. Una splendida descrizione delle piantagioni di caffè si trova nell'autobiografia di Karen Blixen "La mia Africa". La scrittrice possedeva vaste piantagioni d in quella regione, distrutte da una lunga siccità all'inizio degli anni trenta. 
Poiché non ci sono piantagioni di caffè a Napoli l'azienda Caffè Vesuvio Cuore Napoletano utilizza per la torrefazione chicchi importati da altri paesi come, ad esempio, l’India. È proprio qui che sarebbe nato il primo commercio di caffè grazie al pellegrino Baba Budan, che nel 1870 importò sette semi dalla Mecca. Furono però i coloni britannici a trasformare il caffè in un prodotto commerciale molto ricercato. Il caffè indiano cresce sugli altopiani delle zone montuose tra i 600 e i 1800 m e le regioni più adatte per la produzione sono lo Karnatka, il Kerala, e il Tamilnadu. L'India produce anche dei caffè monsonici così chiamati perché le bacche verdi vengono esposte a questi venti. Questo processo riduce l'acidità e migliora la dolcezza, rendendoli simili ai caffè indonesiani stagionati. Nell’aspetto e nelle caratteristiche il caffè indiano non assomiglia molto al caffè africano o arabo.