Logo Caffè Vesuvio Cuore Napoletano

Preparazione del caffè a Napoli


La preparazione del caffè a Napoli avviene tramite la cuccumella, uno strumento un po’ diverso rispetto alla classica moka. La caffettiera napoletana è composta da quattro parti: il serbatoio, il contenitore del caffè, il filtro, il serbatoio della bevanda e il coperchietto. La preparazione comincia con il mettere l’acqua nel serbatoio, che dovrebbe arrivare a cinque millimetri al di sotto del forellino che permette l'uscita del vapore. Nel contenitore del caffè la polverina macinata deve essere più grossa rispetto a quella usata per la moka e non va pressata. A questo punto, una volta avvitato il filtro sul contenitore del caffè, questi due elementi si uniscono al serbatoio dell’acqua, facendo in modo che i due manici della cuccumella siano corrispondenti. La caffettiera viene messa a bollire sul fuoco non troppo forte e una volta raggiunta l’ebollizione, il vapore esce dal forellino del serbatoio, segnalando che deve essere messa a testa in giù. Il serbatoio del caffè, a questo punto della preparazione, si trova sotto quello dell’acqua,. Questa scendendo incontra sia il filtro che il caffè, andando poi a raccogliersi nel serbatoio. Grazie al beccuccio sarà poi possibile versarlo nelle tazzine.


La preparazione del caffè a Napoli è entrata così intensamente a far parte della vita della città da diventarne protagonista. Un partenopeo doc come Edoardo De Filippo descrisse in alcune delle sue opere teatrali la preparazione del caffè con conseguenze catastrofiche sui suoi protagonisti se ciò non era fatto a regola d’arte. È possibile leggere alcuni divertenti passi che raccontano la “tragedia” del caffè mal preparato in "Natale in casa Cupiello” dove, nel primo atto, viene descritto il risveglio del protagonista Lucariello, reso amaro dalla pessima qualità del caffè che la moglie Concetta gli ha preparato. 
In un’altra opera “Questi fantasmi!” del 1945 Eduardo si diletta in un vero e proprio discorso sul caffè e sul modo di prepararlo.